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Faenza Sorta sulla strategica linea di comunicazione della Via Emilia, Faenza è una splendida città d’arte,
nota fin dal rinascimento per la sua ceramica. Il toponimo stesso è diventato sinonimo di ceramica in molte
lingue, tra cui il francese (faïence) e l’inglese (faience).
Gli appassionati di questa antica e nobile arte possono ripercorrerne le origini e ammirarne i successivi
sviluppi visitando i Musei, pubblici e privati, e le numerose botteghe ceramiche.
il Museo Internazionale delle Ceramiche, una delle raccolte d’arte più belle e complete, che raccoglie
pezzi di tutto il mondo e di tutte le epoche, dalle anfore del mondo classico fino alle moderne opere di Chagall Palio del Niballo e Picasso, con aree dedicate alla produzione rinascimentale faentina e altre alla produzione contemporanea.
Il Museo Carlo Zauli, dedicato al grande ceramista scultore faentino, molto conosciuto e apprezzato anche
in ambito internazionale, soprattutto per i suoi grandi altorilievi in Medioriente e per le esposizioni permanenti
di sue opere in Europa, Giappone e America.
Il Museo ha sede nello storico laboratorio dell’artista, di recente scomparso, dove oggi è possibile ammirare la collezione permanente dedicata a Carlo Zauli nelle stesse stanze in cui l’artista lavorava.
Ma l’esperienza dell’arte ceramica a Faenza non termina con la visita ai suoi musei, ma continua nelle botteghe dei ceramisti, disseminate ovunque nel centro storico della città che offrono la possibilità di ammirare l’evoluzione di questa arte e di acquistare pezzi unici, introvabili altrove..
Altre raccolte d’arte di grande interesse si possono ammirare presso la Pinacoteca Comunale, Il Museo Diocesano, il Museo Bendandi e la Bibloioteca Manfrediana.
Faenza, di origine romana, conobbe il suo massimo splendore in età comunale, durante la Signoria dei Manfredi. Il volto attuale della città mostra evidenti segni dell’eleganza quattrocentesca e di un diffuso neoclassicismo.
Gli esempi architettonici di maggiore pregio si trovano nel cuore della città, rappresentato dalle due principali piazze contigue: Piazza Del Popolo e Piazza Della Libertà.Nella prima si trovano gli edifici medioevali del Palazzo del Podestà e del Palazzo del Municipio, nella seconda si trova l’opera più importante realizzata dai Manfredi, La splendida Cattedrale di fine quattrocento e di fronte ad essa il loggiato del "Portico degli Orefici", e a lato una fontana monumentale, con sculture in bronzo del XVII secolo.
All'ingresso della Piazza del Popolo sorge la seicentesca Torre dell'Orologio, ricostruita alla fine della guerra.
Tra gli altri beni monumentali del centro storico, Palazzo Milzetti , considerato una delle più importanti espressioni architettoniche del neoclassicismo italiano e il Teatro Masini, progettato e costruito alla fine del settecento su iniziativa dell’Accademia dei Remoti, cenacolo di intellettuali ed artisti faentini.
| Arte, folclore e manifestazioni sportive |
Importanti sono le Manifestazioni internazionali della ceramica d'arte contemporanea e antica che si svolgono nella cittadina nei mesi di settembre e ottobre richiamando artisti, collezionisti e amanti della maiolica
da tutto il mondo.
Il Palio Del Niballo , rievocazione storica della giostra medioevale fra i cavalieri dei cinque rioni della città,
viene celebrato ogni anno solitamente l’ultima domenica di giugno, ma i suoi preparativi iniziano
il 5 gennaio con la Nott de’ Bisò, festa enogastronomica con rogo finale del vecchio Niballo.

A fine maggio si svolge la 100 km del Passatore (Firenze- Faenza) una gara di gran fondo che richiama
ogni anno numerosi atleti da tutto il mondo.
La storica rievocazione in costume, il Palio del Niballo, è una splendida occasione per visitare questa stupenda,
antica città e il suo incantevole territorio. Ai piedi dell’Appennino tosco-romagnolo, sulla via Emilia e in provincia
di Ravenna, c’è Faenza, città "amica" (dal latino Faventiam), capitale riconosciuta della ceramica,
tanto che in molti Paesi del mondo maiolica si dice "faience".
In Giugno, questo centro di natali etruschi e di cultura romana, si adorna di fiori
drappi e stendardi per la "Quintana del Niballo", o "Giostra del Barbarossa",
(risale al 1164, anno in cui l’imperatore Federico I fu ospite dei Manfredi, signori del luogo).
Il Palio viene celebrato ogni anno, nella Domenica di San Pietro solitamente l'ultima domenica di giugno
e da solo, vale un’indimenticabile gita qui, nel paradiso delle maioliche, dove sono in attività 60 botteghe
d’arte, e un gran numero di istituti medi e superiori di design, laboratori sperimentali e di ricerca tecnologica
sulle ceramiche. I preparativi del palio cominciano addirittura il 5 gennaio con la Nott de’ Bisò
(la notte del vin brulé), festa enogastronomica con rogo finale del vecchio Niballo.
Sei mesi dopo, parte da Piazza del Popolo a Faenza il bellissimo corteo storico che precede la sfida vera
e propria: dame scelte tra le più belle ragazze del luogo, notabili in ermellino e cavalieri in armatura, armigeri,
paggi e tamburini danno mostra di rara eleganza e accuratezza nella ricostruzione dei costumi.
Volando sui loro veloci destrieri, i campioni dei cinque rioni storici di Faenza:
Bianco, Giallo, Nero, Verde, Rosso,
cercheranno di infilare sulla punta della lancia il maggior numero possibile di "scudi", cerchietti sospesi
a un’estremità del braccio del Niballo, la statua a mezzo busto raffigurante il Saracino.
Un momento di grande coinvolgimento emotivo, che però non monopolizzerà la nostra attenzione.
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